Perdere peso con l’aiuto degli integratori

Arriva l’estate e gli abbondanti abiti invernali che nascondevano alla vista i chili di troppo, sono ormai nell’armadio. E’ arrivato il momento della prova costume. Farò in tempo a ritrovare la mia forma? Come posso perdere più rapidamente il peso accumulato? C’è qualche “aiutino”?

Sono queste le domande che ci sentiamo fare molto spesso in questo periodo. La base di ogni sano dimagrimento è nota a tutti, e consiste nella riduzione dell’apporto calorico (mangiare di meno) combinata con un incremento della spesa energetica (consumare di più). In altre parole, introdurre meno calorie e fare tanto esercizio fisico, anche con l’aiuto delle giornate lunghe e tiepide.

L’integratore giusto per te

Proviamo a fare un po’ di chiarezza sugli “aiutini” per perdere peso: vi sono integratori che possono aiutarci a raggiungere prima l’obiettivo? E quali sono? La notizia buona è sì, effettivamente alcune sostanze sono in grado di aiutare il dimagrimento. La notizia cattiva è che queste sostanze aiutano a dimagrire… ma da sole non funzionano! Si devono accompagnare ad una dieta specifica per dimagrire preparata da uno specialista. Se utilizzati da mani esperte gli integratori possono dare un aiuto.

Ma quali sono queste sostanze? Le sostanze utili per aiutare il dimagrimento sono numerose ma quelle più spesso utilizzate sono di due tipi:
1) sostanze che accelerano il metabolismo;
2) sostanze che riducono la sensazione di fame.

Vediamo come funzionano.

Acceleriamo il metabolismo

La caffeina, la sinefrina estratta dal buccia dell’arancia amara e la teina, in quantità appropriate sono sostanze che accelerano il metabolismo basale determinando un piccolo aumento della frequenza cardiaca. Praticamente è come se fossimo sempre in leggero movimento, pur essendo fermi! Certo non si può esagerare con le dosi e, nei pazienti con malattie cardiovascolari, sono sconsigliati.

Ho sempre fame…”ma non è una fame vera…”

Chi ha fatto almeno una volta una dieta dimagrante conosce bene il problema di quel languorino che spinge alla continua ricerca dello spuntino, di qualcosa che spezzi…quella “sensazione di fame… che però fame non è…!”

Cosa sono esattamente questi attacchi di fame compulsiva? Oggi sappiamo che essi erano sconosciuti ai nostri nonni che mangiavano due, al massimo tre volte al giorno, e non avevano mai attacchi di fame durante la giornata. Questi attacchi di fame “chimica” si verificano in seguito ad oscillazioni eccessive della glicemia, cioè della concentrazione di zuccheri nel sangue, e sono dovuti all’eccessivo consumo di alimenti zuccherati, come merendine, bibite dolci etc.

In questi casi stabilizzare le concentrazioni di zucchero nel sangue e ridurre la sensazione di fame a livello centrale, con sostanze come la Griffonia e l’aminoacido Fenilalanina, può aiutare a controllare quella sgradevole sensazione di fame “chimica”, quell’impulso a saziare una fame che in realtà non corrisponde ad una vera carenza di energia.

Queste sostanze, abbinate ad una corretta ripartizione dei pasti (5 piccoli pasti al giorno) interrompe il circuito vizioso della “fame chimica”.